Rolando
Freitas (POR) 2^ parte
Latiskevits
(1991) riporta i dati per la comprensione delle azioni del giocatore di
Pallamano durante una partita quantificando il numero medio di azioni
realizzate, come si può verificare nella tabella seguente:
Tabella 1: Tipi di azioni realizzate da
un giocatore durante una partita di pallamano.
Tipi di azioni
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Numero
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Passaggi
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94 – 102
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Tiri
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8 – 14
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Finte
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90
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“Footwork collettivo” – Aiuti
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90 – 100
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Contatti Fisici
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144 – 150
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Muro sui tiri
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20 - 22
|
In
questo modo, quando ci dedichiamo al lavoro della condizione fisica dobbiamo
avere come orientamento chiara la concretizzazione dei grandi obiettivi:
aumentare la qualità delle azioni realizzate e ritardare la fatica. Così, il
giocatore di pallamano deve essere capace di realizzare sforzi di breve durata
e grande intensità, con alti indici di efficacia, ma anche, essere capace di
ripeterli tante volte quante sono necessarie, durante la partita, con la stessa
efficacia. Deve anche assicurare il mantenimento dei livelli energetici con la
garanzia di un recupero, almeno parziale (Txema Asensio, 2003; Pospisil, 2004).
L’allenamento
della condizione fisica nella Pallamano deve stimolare principalmente le
capacità condizionali dell’atleta, ma prestando attenzione in ogni momento ai
processi cognitivi che avvengono all’interno del giocatore e alle capacità
coordinative proprie della tecnica e della tattica della pallamano, necessaire
per il buon sviluppo del gioco a partire dall’analisi dei fattori propri
dell’ambiente competitivo. Si tratta quindi di riferirci all’allenamento
integrato, un termine molto in voga,
sebbene non sempre con la più corretta applicazione. Essendo importante la
redditività del tempo di allenamento e simultaneamente, stimolare il giocatore
in vari livelli di predisposizione, ritorna fondamentale che gli esercizi di
allenamento mirino ad azioni che integrano tutte le vicissitudini inerenti al
giocatore e al gioco. L’allenamento integrato è quello che combina all’interno
della sessione, dell’esercizio o della serie, elementi specifici del gioco, con
elementi propri del lavoro fisico e psicologico, o tutte contemporaneamente.
Tappa Juniores – Età 16 – 18 anni
I
giocatori, a queste età, devono intensificare il loro allenamento nei
differenti livelli di disimpegno del gioco, nominatamente ai livelli delle
capacità fisiche, tecniche, tattiche e mentali. Questa intensificazione deve
essere accompagnata da un arricchimento delle loro capacità come un obiettivo
proprio, indipendentemente dai rivali e dai risultati (Antón Garcia, 2000). Lo
stesso è riferito da Czerwinski (2003) che indica come orientamento la
necessità di aumentare significativamente i carichi a livello di volume e
intensità. Questo è fondamentale affinché il giocatore diventa adatto per lo
sport di rendimento. Kutcha (2002) indica ancora essere il periodo migliore per
sviluppare la capacità fisica degli atleti e gli aspetti motori. Bisogna
tuttavia prestare attenzione di fatto, alle differenze registrate a livello di
crescita biologica le quali obbligheranno ad una maggiore individualizzazione
dell’allenamento.
Martin
(1980) ricorda che questo periodo corrispondente alla seconda fase della
pubertà, coincide con l’inizio dell’età di rendimento competitivo, osservando
che pressoché senza limiti, possono essere sollecitate tutte le capacità
motorie. Grosser (1981) concretizzando un po’ le idee prima descritte, afferma
che solo sul livello di forza massima e della resistenza anaerobica possono
ancora esistere alcuni dubbi sul lavoro dei differenti elementi della
condizione fisica.
Tuttavia,
una particolarità è fondamentale affinché il processo di valutazione del
giocatore non stagni: non smettere di giocare! Antón Garcia (2000) indica come
minimo la realizzazione annuale di 40 partite e non meno di 440 ore annuali di
allenamento, fatto confermato da Ferreira (2000) che afferma che il volume di
allenamento settimanale dovrebbe essere tra i 6 e i 10 allenamenti. Nell’antica
RUSSIA il volume di lavoro della squadra campione nazionale era di 2400 ore
(1550 sessioni di allenamento), ma per essere campione internazionale sarebbero
necessarie 4500 ore pari a 2500 sessioni (Platonov, 1997).
Tabella 2 - Frequenza e volume di allenamento settimanale
(adattato da Ferreira, 2000)
Fascia d’età
16 – 18 anni
|
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Numero di Sessioni settimanali
|
6 - 10
|
Numero di Ore settimanali
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14 - 22
|
Quando
il giovane passa da juniores a seniores, a volte commettiamo l’errore di
pensare cha la sua formazione sia già terminata quando, il giocatore ancora non
è uno specialista, giacché non domina i differenti compiti e gli elementi del
gioco. A questi livelli assume particolare importanza l’aumento del volume di
allenamento, in modo da colmare tutte le insufficienze e potenziare tutte le
qualità che il giocatore rivela.
Capacità Motorie
Come
visto prima, la resistenza e la velocità sono le capacità più importanti per il
giocatore e la pallamano, sebbene i livelli di flessibilità articolare sono
altrettanto importanti, dato il grado libertà che permettono alle articolazioni
aumentando le possibilità e la varietà di esecuzione dei gesti motori.
Forza
Talvolta
è la qualità più importante per il giocatore di pallamano e viene indicata da
Cometti (1998) come ad essere l’unica capacità motoria, giacché tutte le altre
sono basaste sulla forza. Non andiamo a cadere in questo estremo ma dobbiamo
essere determinati ad affermare che chi dimentica questa capacità in
allenamento attualmente sta compromettendo i risultati futuri e le possibilità
future dei propri giocatori di raggiungere parametri di rendimento
significativi. La forza nella Pallamano è utilizzata per la realizzazione dei
tiri - forza di tiro – per la
realizzazione degli spostamenti e dei salti -
forza di salto – e per le situazioni di contatto fisico e opposizione
- forza di lotta. Le forme di
manifestazione della forza fondamentale sono la forza massima e la forza
esplosiva. Sebbene si discuta molto sulla forza resistente, non mi sembra
essere una forma di manifestazione in se ma, un’evidenza di altre forme di
manifestazione della forza. Abbiamo forza resistente da forza massima e forza
resistente da forza esplosiva come la capacità di un giocatore di riuscire a
ripetere più o meno volte la massima produzione di forza, nel minor tempo
possibile.
La
forza non deve essere allenata separatamente dalla tecnica, ma in forma
congiunta (Marques, 2004), il che va incontro a quanto prima detto
relativamente all’allenamento integrato. Altri autori (Marques, 2004; Gonzalez
Badillo, 1993) aggiungono ancora che la forza deve essere ottimizzata in
accordo con le azioni specifiche della pallamano. Gli stessi autori collegano
che la forza deve servire fondamentalmente per massimizzare il rendimento
specifico.
Nei
giovani la forza ha alcuni effetti particolare (Gonzalez Badillo, 1996):
- Miglioramento
nella forza muscolare e nella potenza.
- Riduzione
delle alterazioni nella dimensione muscolare.
- Miglioramento
nella resistenza muscolare.
- Influenza
positivamente la composizione corporale.
- Migliora
la prevenzione delle lesioni nello sviluppo delle azioni motorie.
- Aumento
del rendimento specifico.
L’allenamento
della forza, in base agli esercizi utilizzati, può essere descritta come
allenamento generale, allenamento diretto, allenamento speciale e competitivo.
In questo nostro scritto ci riferiamo ai primi tre.
Così,
per ognuna delle forme di lavoro indicate prima ( forza di tiro, forza di salto
e forza di lotta) possiamo utilizzare esercizi di forza generale, diretti e
speciali.
Gli
esercizi generali sono quelli che sono diretti ai grandi gruppi muscolari
(Espar, 2004) – Panca piana, Squat o ½ Squat, Slancio o 2 Tempi (Clean)
attaccato al petto, …
Gli
esercizi diretti sono quelli che permettono di trasformare la forza e “creare”
la forma sportiva (Espar, 2004) - lanci
con palla medica a 2 mani, salti di ostacoli a 2 piedi , esercizi con
dischi da 5, 10 e 15kg, …
Gli
esercizi speciali sono quelli che utilizzano la tecnica propria dei gesti della
pallamano.
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