venerdì 24 agosto 2012


La Preparazione Fisica nelle Scuole di Formazione
Rolando Freitas (POR)  2^ parte


 Latiskevits (1991) riporta i dati per la comprensione delle azioni del giocatore di Pallamano durante una partita quantificando il numero medio di azioni realizzate, come si può verificare nella tabella seguente:

Tabella 1: Tipi di azioni realizzate da un giocatore durante una partita di pallamano.
Tipi di azioni
Numero
Passaggi
94 – 102
Tiri
8 – 14
Finte
90
“Footwork collettivo” – Aiuti
90 – 100
Contatti Fisici
144 – 150
Muro sui tiri
20 - 22

In questo modo, quando ci dedichiamo al lavoro della condizione fisica dobbiamo avere come orientamento chiara la concretizzazione dei grandi obiettivi: aumentare la qualità delle azioni realizzate e ritardare la fatica. Così, il giocatore di pallamano deve essere capace di realizzare sforzi di breve durata e grande intensità, con alti indici di efficacia, ma anche, essere capace di ripeterli tante volte quante sono necessarie, durante la partita, con la stessa efficacia. Deve anche assicurare il mantenimento dei livelli energetici con la garanzia di un recupero, almeno parziale (Txema Asensio, 2003; Pospisil, 2004).

L’allenamento della condizione fisica nella Pallamano deve stimolare principalmente le capacità condizionali dell’atleta, ma prestando attenzione in ogni momento ai processi cognitivi che avvengono all’interno del giocatore e alle capacità coordinative proprie della tecnica e della tattica della pallamano, necessaire per il buon sviluppo del gioco a partire dall’analisi dei fattori propri dell’ambiente competitivo. Si tratta quindi di riferirci all’allenamento integrato,  un termine molto in voga, sebbene non sempre con la più corretta applicazione. Essendo importante la redditività del tempo di allenamento e simultaneamente, stimolare il giocatore in vari livelli di predisposizione, ritorna fondamentale che gli esercizi di allenamento mirino ad azioni che integrano tutte le vicissitudini inerenti al giocatore e al gioco. L’allenamento integrato è quello che combina all’interno della sessione, dell’esercizio o della serie, elementi specifici del gioco, con elementi propri del lavoro fisico e psicologico, o tutte contemporaneamente.


Tappa Juniores – Età 16 – 18 anni
I giocatori, a queste età, devono intensificare il loro allenamento nei differenti livelli di disimpegno del gioco, nominatamente ai livelli delle capacità fisiche, tecniche, tattiche e mentali. Questa intensificazione deve essere accompagnata da un arricchimento delle loro capacità come un obiettivo proprio, indipendentemente dai rivali e dai risultati (Antón Garcia, 2000). Lo stesso è riferito da Czerwinski (2003) che indica come orientamento la necessità di aumentare significativamente i carichi a livello di volume e intensità. Questo è fondamentale affinché il giocatore diventa adatto per lo sport di rendimento. Kutcha (2002) indica ancora essere il periodo migliore per sviluppare la capacità fisica degli atleti e gli aspetti motori. Bisogna tuttavia prestare attenzione di fatto, alle differenze registrate a livello di crescita biologica le quali obbligheranno ad una maggiore individualizzazione dell’allenamento.
Martin (1980) ricorda che questo periodo corrispondente alla seconda fase della pubertà, coincide con l’inizio dell’età di rendimento competitivo, osservando che pressoché senza limiti, possono essere sollecitate tutte le capacità motorie. Grosser (1981) concretizzando un po’ le idee prima descritte, afferma che solo sul livello di forza massima e della resistenza anaerobica possono ancora esistere alcuni dubbi sul lavoro dei differenti elementi della condizione fisica.
Tuttavia, una particolarità è fondamentale affinché il processo di valutazione del giocatore non stagni: non smettere di giocare! Antón Garcia (2000) indica come minimo la realizzazione annuale di 40 partite e non meno di 440 ore annuali di allenamento, fatto confermato da Ferreira (2000) che afferma che il volume di allenamento settimanale dovrebbe essere tra i 6 e i 10 allenamenti. Nell’antica RUSSIA il volume di lavoro della squadra campione nazionale era di 2400 ore (1550 sessioni di allenamento), ma per essere campione internazionale sarebbero necessarie 4500 ore pari a 2500 sessioni (Platonov, 1997).
Tabella 2 -  Frequenza e volume di allenamento settimanale
(adattato da Ferreira, 2000)

Fascia d’età
16 – 18 anni
Numero di Sessioni settimanali
6 - 10
Numero di Ore settimanali
14 - 22


Quando il giovane passa da juniores a seniores, a volte commettiamo l’errore di pensare cha la sua formazione sia già terminata quando, il giocatore ancora non è uno specialista, giacché non domina i differenti compiti e gli elementi del gioco. A questi livelli assume particolare importanza l’aumento del volume di allenamento, in modo da colmare tutte le insufficienze e potenziare tutte le qualità che il giocatore rivela.

Capacità Motorie
Come visto prima, la resistenza e la velocità sono le capacità più importanti per il giocatore e la pallamano, sebbene i livelli di flessibilità articolare sono altrettanto importanti, dato il grado libertà che permettono alle articolazioni aumentando le possibilità e la varietà di esecuzione dei gesti motori.


Forza
Talvolta è la qualità più importante per il giocatore di pallamano e viene indicata da Cometti (1998) come ad essere l’unica capacità motoria, giacché tutte le altre sono basaste sulla forza. Non andiamo a cadere in questo estremo ma dobbiamo essere determinati ad affermare che chi dimentica questa capacità in allenamento attualmente sta compromettendo i risultati futuri e le possibilità future dei propri giocatori di raggiungere parametri di rendimento significativi. La forza nella Pallamano è utilizzata per la realizzazione dei tiri -  forza di tiro – per la realizzazione degli spostamenti e dei salti -  forza di salto – e per le situazioni di contatto fisico e opposizione -  forza di lotta. Le forme di manifestazione della forza fondamentale sono la forza massima e la forza esplosiva. Sebbene si discuta molto sulla forza resistente, non mi sembra essere una forma di manifestazione in se ma, un’evidenza di altre forme di manifestazione della forza. Abbiamo forza resistente da forza massima e forza resistente da forza esplosiva come la capacità di un giocatore di riuscire a ripetere più o meno volte la massima produzione di forza, nel minor tempo possibile.

La forza non deve essere allenata separatamente dalla tecnica, ma in forma congiunta (Marques, 2004), il che va incontro a quanto prima detto relativamente all’allenamento integrato. Altri autori (Marques, 2004; Gonzalez Badillo, 1993) aggiungono ancora che la forza deve essere ottimizzata in accordo con le azioni specifiche della pallamano. Gli stessi autori collegano che la forza deve servire fondamentalmente per massimizzare il rendimento specifico.
Nei giovani la forza ha alcuni effetti particolare (Gonzalez Badillo, 1996):
  • Miglioramento nella forza muscolare e nella potenza.
  • Riduzione delle alterazioni nella dimensione muscolare.
  • Miglioramento nella resistenza muscolare.
  • Influenza positivamente la composizione corporale.
  • Migliora la prevenzione delle lesioni nello sviluppo delle azioni motorie.
  • Aumento del rendimento specifico.

L’allenamento della forza, in base agli esercizi utilizzati, può essere descritta come allenamento generale, allenamento diretto, allenamento speciale e competitivo. In questo nostro scritto ci riferiamo ai primi tre.
Così, per ognuna delle forme di lavoro indicate prima ( forza di tiro, forza di salto e forza di lotta) possiamo utilizzare esercizi di forza generale, diretti e speciali.

Gli esercizi generali sono quelli che sono diretti ai grandi gruppi muscolari (Espar, 2004) – Panca piana, Squat o ½ Squat, Slancio o 2 Tempi (Clean) attaccato al petto, …
Gli esercizi diretti sono quelli che permettono di trasformare la forza e “creare” la forma sportiva (Espar, 2004) -  lanci con palla medica a 2 mani, salti di ostacoli a 2 piedi, esercizi con dischi da 5, 10 e 15kg, …
Gli esercizi speciali sono quelli che utilizzano la tecnica propria dei gesti della pallamano.



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